Udinese, in bilico tra 30 anni di SerieA e ...la SerieB
In questo preciso istante, sparlare dell'Udinese è come sparare sulla Croce Rossa in fuga dal campo di battaglia. Troppo facile. Una stagione nata storta, dalle voci che volevano la vendita della società ad un fondo americano, con tanto di smentite ufficiali e rischio di denunce, alla conferma di un allenatore che aveva finito la scorsa stagione in modo disastroso, dopo l'illusione "europea". E si può continuare, come il cambio del direttore sportivo, un calciomercato praticamente fatto dalla SerieB inglese, sottovalutando la SerieA o sopravvalutando l'Udinese, alla sfiga infortuni, al caso Samardžić, per passare a Pafundi, che con questi allenatori non aveva spazio ed è dovuto, il talento nostrano, andare a cercare maggior fortuna in Svizzera in una Udinese che ha praticamente il primato europeo di giocatori stranieri in campo. E poi ancora, il caso Silvestri, gestito malissimo, rimanendo alle questioni di campo. Quelle di fuori campo, una su tutte, il caso Mai...